Il sistema educativo cinese pt.1 : da Confucio alle sfide della modernità

“A quindici anni, decisi di apprendere. A trenta, ero saldo sulla Via. A quaranta, non avevo più dubbi. A cinquanta, compresi il decreto del Cielo. A sessanta, il mio orecchio era perfettamente intonato. A settanta agivo seguendo il mio cuore, senza per questo trasgredire alcuna norma.” – Confucio

Chiunque abbia il desiderio di avvicinarsi al mondo dell’istruzione cinese, e alla civiltà cinese in genere, deve senz’altro scontrarsi con uno dei, se non il, suoi pilastri portanti: Confucio, figura emblematica, all’origine di un fenomeno che non ha mai smesso di influenzare la Cina e le nazioni limitrofe, e i cui principi risuonano tutt’ora nei discorsi e misure adottate dalla leadership cinese, duemilacinquecento anni dopo l’enunciazione della sua dottrina. È  per questo motivo che ho scelto di iniziare questo articolo con un passo estrapolato da  “I Dialoghi”, opera in cui sono state convogliate le parole di Confucio e rappresentante la fonte di testimonianza più attendibile che abbiamo circa gli insegnamenti del Maestro, costante ispirazione per la società cinese.

Tre sono le direttrici essenziali nell’articolazione della sua dottrina, così come presentata all’interno dei Dialoghi, come si evince dal passo inserito precedentemente: l’apprendimento, la qualità peculiare dell’uomo e lo spirito rituale.

Ed è così che per parlare di educazione in Cina inizieremo dall’importanza riconosciuta all’apprendimento da Confucio, al quale egli accorda un ruolo cruciale nella vita di un individuo. La finalità dell’apprendimento, consisterebbe secondo la dottrina confuciana, nella formazione di un uomo capace di servire la comunità sul piano politico e di diventare un uomo di valore sul piano morale.  Così facendo si delinea sin da subito il destino politico dell’uomo colto, il quale è conscio della sua responsabilità sociale nel processo di armonizzazione della comunità umana.

Nel corso dell’età imperiale in Cina, che ha inizio nel II sec a.C e conclusasi solamente all’inizio del XX secolo, l’educazione di stampo confuciano è stata prerogativa di un gruppo ristretto di persone ed era basata sullo studio dei cosiddetti Classici Confuciani (un corpus di testi che ha subito importanti variazioni nel corso dei secoli, in linea con la tradizione). La padronanza di questi scritti era all’epoca un criterio essenziale nella strutturazione della gerarchia sociale, vi era infatti un netto divario in termini di prestigio tra gli intellettuali educati nel confucianesimo classico e le persone comuni.

L’educazione è un fattore che ha sempre goduto di un alto riguardo in Cina e la conoscenza dei classici menzionati era propedeutica nel processo di formazione della classe dirigente.

È sulla base di questo concetto che nel VII secolo a.C venne a crearsi un sistema di esami pubblici nella selezione del personale amministrativo dell’impero. Sistema che tra l’altro sarà fonte di ammirazione per gli Illuministi europei nel corso del XVII secolo, avendo il merito di costituire, o meglio di apparire come, uno strumento meritocratico nel processo di assegnazione del potere.

 La preparazione agli esami però, in realtà, escludeva automaticamente le classi deboli, prive di mezzi per ricevere un’istruzione. Ed è perciò che, nonostante l’adozione di questo sistema apparentemente meritocratico, per secoli la classe aristocratica cinese ha monopolizzato le cariche pubbliche.

Lo studio dei classici della tradizione confuciana ha, pur se a fasi alterne, costituito il perno dell’educazione cinese sino al 1949 con la Proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, evento che segna una radicale rottura con il passato e la tradizione sotto diversi aspetti.

È nel primo periodo della Repubblica che viene garantito l’accesso all’educazione di base (ai primi nove anni di scuola) nonostante i vacillanti diritti sociali garantiti dalle comuni popolari in aree rurali e dallo scarso sistema di welfare presente nelle aree urbane in epoca Maoista.

 

Articolo di Mirta Cugini, studentessa di Lingue Orientali presso l’Università Ca’Foscari di Venezia.

 

 

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