Cose belle, ora! #2 – Iniziative delle università

In tempi come questi, quando ci sentiamo spaesati e spaventati e soli, ci ricordiamo forse qualcosa che con i ritmi frenetici e impazziti di una giornata “normale” richiamo di dimenticare. E cioè che le arti, la cultura, lo spettacolo sono una parte importante di ciò che siamo, e svolgono un loro ruolo primitivo nell’aiutarci ad affrontare ansie e paure.

E chi potrebbe meglio diffondere la cultura anche in momenti assurdi e disperati come quello che stiamo vivendo, se non le università? Ecco quindi un elenco, che non pretende certo di essere completo, di alcuni tra i suggerimenti e le proposte di diverse università italiane. Si tratta di video conferenze, letture, racconti per accompagnarci in queste giornate.  Se siete a conoscenza di altre opportunità, vi chiediamo di aiutarci a migliorare questa lista e renderla più utile per tutti, inviandoci idee e consigli.

Iniziamo dall’università di Bologna, che propone diversi brevi video sui suoi social network. Ogni giorno, alle 12, è possibile ascoltare attori che leggono alcuni brani della letteratura classica nel progetto “Parole per noi”; alle 21, dal lunedì al venerdì, “UniboSera” offre alcune riflessioni preparate da professori e membri dell’Ateneo su temi che riguardano noi e questo strano tempo sospeso.

La Statale di Milano propone una raccolta di ebook per chi teme di rimanere senza letture con la chiusura delle biblioteche, oltre ad offrire periodicamente, sulla sua pagina Facebook, approfondimenti tratti dagli archivi e dalle riviste unimi.

L’Università di Milano Bicocca ha creato una pagina su cui compare un elenco delle sue varie iniziative virtuali, che comprendono servizi bibliotecari, concerti, lezioni su vari temi e servizi psicologici per gli studenti. Inoltre, sul blog dell’università sono stati raccolti alcuni consigli di lettura per trascorrere al meglio queste giornate casalinghe.

Il Politecnico di Milano ha organizzato una rassegna di eventi online dal titolo “20 e20 2020”, che comprende, tra le altre cose, lezioni, commenti di film e attività per i bambini.

L’Università Ca Foscari di Venezia propone ogni giorno una poesia, da leggere e condividere.

L’Università di Torino ha organizzato un progetto fotografico all’interno del quale gli studenti del Dams hanno pubblicato i loro scatti, che si possono trovare sulla pagina Instagram @covisions_19. Il progetto [email protected] offre insegnamenti online gratuiti a cui si può accedere con i propri account social. Sotto l’hashtag #iorestoacasa, inoltre, vengono condivisi sui social di ateneo consigli su letture, giochi, film e musica.

L’Università di Padova propone, ogni martedì e giovedì mattina alle 10.30, una breve storia sulla pagina Facebook del Centro di Ateneo per i Musei.

La Sapienza di Roma ha creato una fotogallery dal titolo “L’amore ai tempi del Coronavirus”; la partecipazione è ancora aperta per gli studenti che volessero contribuire con uno scatto.

L’Università di Pavia si propone di creare un “film collettivo” raccogliendo brevi video creati dagli studenti. Il Collegio Borromeo propone ogni giorno alle ore 9.00 e alle 17.30 brevi video sul tema dell’emergenza che stiamo vivendo, in una raccolta intitolata “Condividere l’emergenza“. Il Collegio Ghislieri lancia invece un ciclo di conferenze online dal titolo “Non fermiamo la cultura”. Sempre a Pavia ha preso vita il ricco video-magazine Stanze, che ospita contenuti diversi per tono e contenuto specifico. Studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo condividono le loro stanze: in tempi di chiusura forzata ogni apertura è un atto di cui essere grati.

L’Università di Catania presenta una rassegna di film in lingua originale, trasmessi in streaming tutte le sere dal 20 al 27 aprile (dalle ore 20.30 alle 24).

Infine, molte Università pubblicano, sempre sui vari canali social, video con suggerimenti per allenarsi a casa, perché il non poter uscire non si trasformi in una scusa per far dilagare la pigrizia. I nostri atenei ci tengono a ricordarci ciò che gli antichi già sapevano: mens sana in corpore sano!

Immagine di copertina
Bartolomeo Cavarozzi, Il dolore di Aminta, olio su tela 1614-1615

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